
Certe stagioni non si raccontano solo con i numeri, si sentono, si vivono. E quella della Soccer Altamura ha il sapore di una squadra che, partita passo dopo passo, ha costruito qualcosa di solido, credibile e ambizioso.
Il terzo posto finale è molto più di un piazzamento: è la fotografia di un percorso fatto di crescita continua, di identità e di carattere. In 18 gare, la squadra biancorossa ha saputo imporsi con 11 vittorie, fermarsi solo 3 volte sul pari e cedere appena in 4 occasioni, mettendo insieme 36 punti che raccontano equilibrio e maturità. Ma è scavando più a fondo che emerge la vera anima di questa squadra, perché se segnare 77 gol è il segno di un attacco travolgente, subirne appena 48 – miglior difesa del girone B – è ciò che distingue una buona squadra da una grande squadra. Solidità, organizzazione, sacrificio: la firma di un gruppo che ha imparato a non concedere nulla.
E poi c’è il girone di ritorno. Lì, la Soccer Altamura ha cambiato marcia. Nove partite senza mai perdere, unica squadra a riuscirci. Sette vittorie, due pareggi, 29 punti, 50 gol fatti (migliore attacco), 22 subiti (migliore difesa): il miglior rendimento del campionato. Una cavalcata che ha avuto il ritmo delle grandi, di chi non si accontenta ma accelera proprio quando conta di più.
Il cammino non si è fermato al campionato. In Coppa Puglia, la Soccer Altamura ha spinto fino alla finale, arrendendosi solo all’ultimo atto contro il Futsal Ceglie. Una sconfitta che non cancella, ma anzi esalta, il valore di un percorso che ha confermato la competitività della squadra su tutti i fronti.
E se i numeri raccontano la squadra, i gol raccontano i suoi protagonisti. Pestrichella, con 29 reti complessive, è stato il terminale offensivo più incisivo, ma al suo fianco Forte (22 gol) e Santacroce (21 gol) hanno formato un trio capace di colpire in ogni momento, in ogni partita. Alle loro spalle, una batteria di uomini pronti a lasciare il segno: i 7 gol di Maiullari, i 5 a testa dei due Lorusso – Mario e Pasquale – insieme a Giampietro e capitan Gramegna, senza dimenticare i 3 centri di Felice Gramegna e Tancredi. Gol pesanti, spesso decisivi, che raccontano di una squadra in cui tutti hanno saputo essere protagonisti.
Ma questa Altamura non è fatta solo di chi segna. È fatta anche di chi lavora nell’ombra, di chi corre, lotta e si mette al servizio del gruppo. Il contributo di Dibenedetto, Moramarco e dell’infortunato Livrieri è stato fondamentale: pur senza trovare la via del gol, hanno rappresentato un sostegno costante, dentro e fuori dal campo, incarnando lo spirito di sacrificio e appartenenza che ha contraddistinto tutta la stagione.
E poi c’è chi quei gol li ha resi ancora più preziosi: i portieri. Le grandi parate di Angelastri, Chironna, Disabato e Vitale sono state fondamentali per costruire la miglior difesa del girone. Interventi decisivi, silenziosi ma determinanti, che hanno fatto la differenza nei momenti chiave.
Dietro tutto questo, la mano di mister Grimaldi,una guida capace di dare equilibrio, mentalità e fiducia, costruendo un gruppo unito prima ancora che una squadra vincente. Ma alla base di tutto c’è una società che ha creduto nel progetto sin dal primo giorno: il presidente Carlo Benedetto, punto di riferimento e motore di questa realtà, capace di dare stabilità, visione e ambizione a tutto l’ambiente.
Ora, però, viene il momento della verità, il prossimo 18 aprile, nel secondo turno dei playoff contro il Futsal Grotte, non basteranno più i numeri. Serviranno cuore, fame e coraggio. Perché questa stagione ha già detto tanto, ma può ancora dire tutto.

